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Geobiologia

GEOBIOLOGIA:

IL TUO POSTO DI LAVORO E IL TUO LETTO  

SONO AL POSTO GIUSTO?

 

Che cosa è la Geobiologia?

Tra i fondatori della GEOBIOLOGIA, vi è il Dott. Ernst Hartmann, studioso dell'Università di Heildelberg, il quale ha contribuito con migliaia di osservazioni cliniche e sperimentazioni alla nascita di questa nuova materia. Attraverso le sue osservazioni, egli ha riscontrato come un'altissima percentuale delle patologie dipendano dal luogo in cui sono posizionati la propria abitazione o il proprio posto di lavoro.

Tutta la superficie terrestre è percorsa da un reticolo magnetico chiamato Griglia di Hartmann dal medico tedesco che la scoprì.
Un reticolo che segue l’andamento dei punti cardinali ed ha una maglia di circa 2,50 x 2,00 metri e dove le fascie si intersecano abbiamo dei Nodi.
Nella propria abitazione, sul posto di lavoro, nel proprio letto(dove si trascorre un terzo della propria vita), l'essere umano è spesso vittima inconsapevole di queste forze, che provocano un'alterazione dei sistemi di regolazione dell'organismo.
Gli alberi cresciuti su nodi geopatogeni mostrano vistosi tumori del tronco o strani contorcimenti.

Le fasce o muri invisibili, costituenti questa rete diagonale ubiquitaria, hanno una larghezza di 21 cm e seguono le direzioni geomagnetiche della terra, percorrendola da Nord a Sud e da Est ad Ovest. All'interno di queste linee geometriche si trova una  zona neutra di microclima ideale.

Esercizio di verifica della presenza di un nodo H: 
Disponetevi su un punto non H(quindi neutro) della vostra stanza, in piedi; stendete il braccio sinistro verso l’esterno parallelo al pavimento e chiedete a qualcuno di spingervelo verso il basso facendo forza.
Voi contrapponete a questa spinta la vostra forza per evitare che ve lo abbassino. Ce la fate? Bravi!
Ora ripetete il giochino su un NODO H… ce la fate? Credo di no. Percepite subito una debolezza e l’impossibilità di reagire con la stessa forza di prima. Questo semplice esercizio ci indica come i campi elettromagnetici interferiscano sul nostro campo (anche noi siamo fatti di elettricità in circolo!!!) deformandolo: potete provarlo per esempio senza e con il cellulare nella mano sinistra.

Questi  Nodi geopatogeni, sono chiamati nodi H (dal loro scopritore Hartmann) e dalla scienza medica identificati come nodi C o nodi cancro, sono la principale causa dell'insorgenza di gravissime patologie degenerative.
I nodi o incroci sono punti geopatogeni che inducono malattie degenerative delle cellule, perche’ modificano il programma genetico. Dormire per anni sopra un nodo di Hartmann può essere pericoloso per la salute. 

 

I punti cancro:

Ci sono circostanze critiche, quando diverse influenze geopatogene si sovrappongono e sono concentrate in un unico punto.

Un caso tratto dagli studi del Dott. D.ASHOFF(Medico tedesco) ha evidenziato che un uomo di 45 anni non riusciva a dormire, aveva crampi alle gambe, dolore alla schiena e quando si alzava era pieno di crampi. Dopo aver spostato il letto in zona neutra, quella persona poteva camminare e vivere normalmente. Il miglioramento è stato stabile e un anno dopo, sua moglie ha detto che i medici avevano confermato questo cambiamento sorprendente. ASHOFF non essendo disposto ad accettare senza riserve le scoperte dei sui colleghi geobiologi, decise di tentare un esperimento su centoventicinque suoi pazienti, con i quali non otteneva alcun risultato terapeutico concreto. Chiese loro di spostare i rispettivi letti secondo le precise indicazioni di esperti in geobiologia con i seguenti risultati: il 30 % dei casi i malesseri scomparvero da un giorno all’altro, il 40 % dei casi reagì positivamente alcune settimane dopo, il 30% non ebbe alcun miglioramento.

Il Dott. Picard, medico generico a Moulins nell’Allier in Francia, fece venire un’équipe di Geobiologi svizzeri con lo scopo di studiare un quartiere della sua città nel quale aveva rilevato delle anomalie: molti casi di tumore. Questa “epidemia” sembrava connessa a degli  appartamenti nei quali si succedevano affittuari che presentavano gli stessi sintomi e ne morivano, i Geobiologi studiarono minuziosamente il terreno e scoprirono quanto segue: nodo tellurico in corrispondenza della posizione del letto delle vittime; gli effetti di questo incrocio erano amplificati dalla presenza di corsi d’acqua sotterranei profondi 60 e 80 metri, e uno di questi corsi d’acqua coincideva con una faglia. Completata dagli specialisti la mappa delle “perturbazioni “, la si confronta con la mappa delle case dei tumori e si constata che l’ubicazione di questi appartamenti nel 70% dei casi coincide con quella delle perturbazioni geologiche.

Anche se ci sono segni di disturbi acuti, è necessario riconoscerli da parte di Esperti Geobiologi. Un semplice spostamento in zona neutra, all'interno di una maglia rete H  può evitare la fase critica della malattia, anche sotto l'influenza delle acque sotterranee e faglie.

Alcuni esperti(sono pochissimi) con una eccezionale energia( almeno 18000 Bovis) con metodologie opportune sono in grado di sigillare perfettamente e schiacciare da locali di lavoro di vita ogni nodo e reti geopatogene di energia negativa, Verde negativo(onda di forma nociva), impianti elettrici-termici-idrici, raggi radioattivi nocivi α-β-γ, energie negative da Faglie, Corsi d’acqua sotterranei e gas Radon.

AVANZATO SALVATORE

Ingegnere Geobiologo

Auguri buona Pasqua 2016

Auguri buona Pasqua 2016.

Auguri 2016

Un augurio di fine anno in pace e un Buon 2016 in Fratellanza e amore.

Catena Universale.

EUREKA, Associazione non lucrativa di utilità sociale, intende costituire una catena universale di Fratellanza e  Amore reciproco tra chiunque vivono in posti diversi per incontrarsi personalmente e in collegamento di qualunque tipologia(telefono, skype, whatsapp, Facebook, Twitter, etc.)per sostenersi reciprocamente e mantenere quei rapporti di concordia, legami di solidarietà e di aiuto reciproco che dovrebbe esistere tra tutta l’Umanità;

Attraverso lo studio, l’esempio nei comportamenti e azione reciproca in amore fraterno, particolarmente nella pianificazione in concerto e con tutti i mezzi  per promuovere la crescita della Fratellanza Universale Amorevole.

Sarà presente nell’area riservata una catena umana di contatti reciproci(tel.no, mail, siti, etc.) e solidale tra coloro che lo vorranno aderendo all’iniziativa. Saranno organizzate con collegamenti skype degli incontri su temi di ordine esoterico.

 

Se a livello territoriale si raggiungerà un numero minimo di cinque potenziali "Figli della Luce" allora il Sublime Sacerdote(Tothaniel) della Scuola Esoterica di San Giovanni Ordine di Merchisedec predisporrà una gemmazione locale della Scuola Esoterica.

 

Vite passate Karma.

ESERCIZIO PER VEDERE LE VITE PASSATE: l’uomo trasparente

(nessi karmici 2: R. Steiner )

 

Per osservare il karma è necessario guardare attraverso l’essere umano,renderlo come trasparente; se lo guardiamo solo fisicamente non accadrà nulla.

Quando l’uomo diviene trasparente ,riuscendo a prescindere da ciò che compie con braccia e mani,si ha dapprima l’impressione di vederlo sospeso in aria; lo si deve strappare dalle connessioni in cui è entrato attraverso azioni delle braccia e delle mani.

Appare una situazione:

Luna=Dietro ciò che hanno compiuto mani e braccia vi è la Luna,ossia le necessità karmiche insite in lui,che agiscono in lui: esse sono anche forze della fantasia;

Se rendiamo trasparente e eliminiamo tutta la sua emotività,il suo temperamento,quindi  tutto il suo sistema ritmico del torace,ci appare:

il Sole= forze che agiscono sulla sfera emotiva:si sentiamo creature solari,vediamo la libertà;

Se facciamo astrazione dal suo indirizzo dei pensieri,ossia dalla testa,il sistema neurosensoriale,vediamo:

Saturno=   il karma passato dell’uomo che stiamo indagando. Compare la sua vera individualità. Per fare questo esercizio dobbiamo quindi prescindere da tutto ciò che appare dell’uomo nel mondo fisico,eliminarlo dal nostro pensare.

 

2°ESERCIZIO DI LETTURA DEL KARMA: analisi di un evento

 

Le tre notti iniziatiche: un’analogia fra l’antica morte iniziatica e la moderna resurrezione dell’io

 

Da effettuarsi la sera,prima di dormire.

Prima serata:

Tentiamo di richiamare davanti all’anima ogni ben preciso particolare del determinato evento che si vuole indagare,in modo come se questo fosse ancora presente,davanti a noi,ancora in attività,in modo quasi artistico,ridisegnandolo meticolosamente.

E’ importante una grande nitidezza dell’esperienza vissuta,come se la si volesse ridipingere spiritualmente,plasticamente,con tratti caratteristici.

Occore rievocare suoni,voci,le accentuazioni,l’esatta riproduazione delle parole dette, timbri,odori,l’energia e i sentimenti prodottesi in noi nell’evento.

Se tale rievocazione sarà stata riprodotta con fedeltà accadrà, durante la notte che quando il nostro corpo astrale sarà fuori dal corpo fisico e dall’eterico,il corpo astrale si occuperà dielaborare quell’immagine da noi prima evocata. Esso ne è propriamente il portatore,prenderà con sé quell’immagine e la plasmerà al di fuori dei corpi fisico ed eterico.

1° processo: impressione nel mondo eterico o etere cosmico.

Il corpo astrale configura,ridisegna l’immagine da noi evocata prima di dormire: la riproduce fissandola nella sostanza eterica esterna,nel mondo eterico.  Più esattamente,l’immagine portata dal c.astrale,viene ricoperta dalla sostanza eterica,generando una forma: (l’astrale,quale immagine di pensiero è privo di forma) diviene una realtà che si è impressa come un timbro sulla carta. L’astrale è il timbro,l’eterico è la carta: il libro o memoria cosmica universale.

Si forma una sorta di “calco”nel mondo eterico.

2° processo: impressione nel nostro corpo eterico.

Quando il corpo astrale ritorna la mattina nel corpo fisico,l’immagine è stata rafforzata di notte,dalle forze eteriche,si è intensificata: il corpo astrale può allora con più forza,imprimerla anche nel nostro corpo eterico individuale.  L’immagine penetra intensificata nel corpo eterico,sotto la zona della coscienza.

 

Seconda serata: rielaborazione cosciente nostra dell’immagine prima di dormire.

Occorre rielaborare con la stessa vivezza della sera precedente l’evento; lo sforzo spirituale è ciò che causerà possibilità di veggenza: senza tale sforzo non accadrà nulla

3° processo: elaborazione dell’immagine nel sonno,da parte del nostro corpo eterico.

La notte successiva,durante il sonno il nostro corpo eterico elabora l’immagine;

 

 Mattino successivo: avverrà la percezione di un particolare sentimento.

Al risveglio si sperimenterà qualcosa di simile: “ in me vi è qualcosa,non so bene cosa,ma qualcosa che esige da me qualcosa.” Permarrà tutta la giornata tale sensazione particolare dovuta al discendere dell’immagine nel nostro corpo eterico. Occorre durante tutto il giorno dedicare particolare particolare attenzione a questo sentimento. Può avvenire anche come se si avesse la sensazione di sentirsi compenetrati da un metallo: in realtà ciò è sintomo di percezione spirituale,di compenetrazione di un qualcosa di altamente spirituale.

4°processo:durante il giorno l’immagine viene impressa dal corpo eterico dentro il corpo fisico. Essa scende inconsciamente nei processi nervosi e sanguigni.

5°processo: la terza notte il corpo fisico elabora l’immagine.

Il corpo fisico di notte,spiritualizza l’immagine.

 

3°Mattino successivo: al risveglio della terza mattina seguente,appare l’evento connesso al karma.

Al momento del risveglio,l’immagine apparirà di nuovo,come un sogno molto reale,ma con la differenza che sarà mutata nella forma di come la vivemmo nel passato e la elaborammo nelle tre sere precedenti: essa si trasformerà in molteplici immagini,fino a diventare completamente diversa.

Avremo la sensazione di essere come immersi,come compenetrati e avvolti da quell’immagine.

Avremo questa impressione: “l’esperienza che ho vissuto e ho elaborato traducendola in immagine, mi venne in realtà nel passato portata incontro da potenze spirituali.” In quell’immagine apprirà racchiuso la nostra predeterminazione karmika,il nostro volere karmico che ci condusse verso quell’evento. La volontà si è trasformata in veggenza.

In genere l’immagine che si paleserà è l’evento della vita precedente o di altre vite precedenti che causaronno quell’evento nella nostra incarnazione attuale.

Tutte le vicende accadute all’umanità sono impresse,inscritte nel mondo eterico,ossia nel mondo astrale che sta dietro all’eterico.

 

 

Non bisogna però credere che ciò accada subito al primo tentativo: bisogna avere pazienza,la necessaria pazienza.

 

Catena Fratellanza

EUREKA Associazione non lucrativa di utilità sociale, costituisce una Catena Universale di Fratellanza e Amore reciproco tra chiunque vivono in posti diversi per incontrarsi anche personalmente e in collegamento di qualunque tipologia(telefono, skype, whatsapp, Facebook, Twitter, etc.)per sostenersi reciprocamente e mantenere quei rapporti di concordia, legami di solidarietà e di aiuto reciproco che dovrebbe esistere tra tutta l’Umanità per una Fratellanza Universale;

Attraverso lo studio personale e di gruppo, l’esempio nei comportamenti e azione reciproca in Amore Fraterno, particolarmente nella pianificazione in concerto tra i componenti la Catena Univerale e con tutti i mezzi per promuovere la crescita della Fratellanza Universale Amorevole.

Sarà attiva nell’area riservata una Catena Umana di contatti reciproci(tel.no, mail, siti, etc.) e di solidarietà reciproca tra coloro che espressamente lo vorranno aderendo all’iniziativa.

Saranno organizzati con collegamenti skype degli incontri su temi di ordine esoterico e di approfondimento della conoscenza reciproca nell’ottica di una crescita interiore con rafforzamento dei rapporti interpersonali finalizzati alla mutua solidarietà e Fratellanza.

Se a livello territoriale si raggiungerà un numero minimo di cinque potenziali "Figli della Luce" allora il Sublime Sacerdote(Tothaniel) della Scuola Esoterica di San Giovanni Ordine di Merchisedec predisporrà una gemmazione locale della Scuola Esoterica con l’adesione all’Associazione e la costituzione di una cellula territoriale.

Per essere anello della Catena Universale di Fratellanza Registrati.

Per informazioni:Ing.Avanzato Salvatore 339 7626301 mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Esercizi concentrazione.

LA CONCENTRAZIONE

(M.Scaligero: Manuale pratico della meditazione)

 

Essa è l’esercizio chiave della disciplina: il veicolo dell’illuminazione e della liberazione.

Consiste nel roccogliere il flusso del pensiero in un unico punto,così da conseguire una sintesi dinamica. Esso ripristina l’equilibrio Spirito-anima-corpo,quindi la salute corporea.

Il pensiero,originariamente è un potere di sintesi,ma a tale livello non conosce il suo contenuto, perché non è cosciente di sè; lo diviene volgendosi al sensibile: assumendo come proprio contenuto quale eco o immagine riflessa il cozzare con il mondo sensibile.

L’esercizio della concentrazione consiste nella evocazione di un oggetto prodotto dall’uomo,preferibilmnte esauribile in una serie minima di rappresentazioni,mediante cui sia possibile esprimere il massimo della forza pensiero: perciò l’oggetto più semplice.

Malgrado la sua elemetarità,esso è sempre difficile da realizzare,perché non connaturato con l’istitiva natura del corpo eterico.

Si consiglia di sciegliere un oggetto semplice,ma tassativamente prodotto dall’uomo,non dalle forze della natura; l’idea dell’oggetto costruito dall’uomo non è nell’oggetto,ma nella mente dell’uomo,mentre l’idea appartenente ad un ente della natura (cristallo,pianta,animale) è immanentemente dentro a questo: qui l’Idea è presente come potenza della sua forma.

Solo in una fase inoltrata dell’ascesi il discepolo potrà sperimentare quale “spirito” abiti l’oggetto inanimato costruito dall’uomo.

Nel cristallo, nella pianta e nell’animale,il discepolo si trova innanzi ad un’oggetto incarnante un pensiero che non é il suo pensiero,del quale ignora il principio e la sua causa vera.

La contemplazione degli enti della natura vivente in cui opera il pensiero universale,non fanno parte della disciplina della concentrazione,ma di un’altro tipo di esercizio che esige la percezione diretta dell’oggetto: tale esercitarsi non deve essere né l’atto iniziale del discepolo,né la chiave della sua liberazione.

Una volta scelto, l’oggetto va semplicemente evocato,non direttamente percepito, visualizzandolo all’interno dello spazio interiore,nella coscienza; percepirlo con i sensi durante l’esercizio sarebbe un errore, in quanto l’obiettivo è di sperimentare il pensiero libero da supporti sensibili.

L’obiettivo è, passando di rappresentazione in rappresentazione con un senso logico susseguente e concatenato, di ricavare da un oggetto tutto il pensiero che l’ha pensato,sino a potereliminarne il suo supporto sensibile per averne una sintesi-idea:  un quid che contenga il tutto.

Si evochi un’oggetto,(spillo,matita,bottone) ripercorrendo lo svolgimento dialettico-analitico: si faccia brevemente una piccola storia,descrivendola con precisione,individuandone la sua funzione.

Si cerchi di formulare il minimo indispensabile di rappresentazioni,dando luogo ad’immagine di sintesi o concetto globale,cercando poi di trattenerla interamente in tutte le sue fasi,dinanzi alla coscienza obiettivamente,come se essa fosse l’immagine iniziale dell’oggetto. Ciò non deve essere un rievocare l’oggetto iniziale ma un contemplare in un unico quadro l’insieme delle rappresentazioni create,quale sintesi totale,però riassunte in un’unica immagine.

(ad es.: concentrazione su uno spillo:

nestrazione da parte dell’uomo della pietra minerale;

nfusione con il fuoco;

nconfezionamento meccanico;

nutilizzo pratico dello spillo.

Si sono ottenute 4 fasi o rappresentazioni chiave; pietra-uomo-fuoco-macchina.

Si può a tal punto sommare una sull’altra le 4 immagini,facendole trapassare l’una nell’altra,così da formare un sovrapponimento delle 4 forme o un quadro ove esse appaiono nei quattro angoli.

Non importa se l’immagine che si genera nella coscienza potrà apparire grottesca o irreale; la chiave sta nel realizzare un “qualcosa” che sia l’insieme di tutto quel pensiero che ha generato la creazione dell’ente spillo.

A tal punto,le varie rappresentazioni devono ora ricongiungersi e fondersi l’una nell’altra; deve ripresentarsi quale risultato di tale fusione di forme,ciò che esse nel mondo fisico hanno generato come prodotto finale; la sintesi di tutti i pensieri che hanno reso possibile la forma ultima dell’oggetto prescelto inizialmente per la concentrazione.

Tale immagine-sintesi è lo spillo.   Nel tornare a rievocare lo spillo,esso deve comparire non come all’inizio,un chè di oggettivo,ma come un simbolo in cui si riassumono e si celano non più in immagine,ma come in un’occulta e segreta presenza di sentimento,i vari passaggi evolutivi che crearono la sua forma.

Una volta eletto,quale simbolo di sintesi delle 4 rappresentazioni,l’iniziale Spillo,ma solo dopo averlo rievocato togliendogli man mano tutti i dati sensibili(colore,peso,lunghezza, larghezza): deve rimanere davanti a noi non la percezione in immagine dello spillo,ma il sentore o il sentimento che un quid è lì davanti a noi,quale sintesi di varie rappresentazioni che lo hanno creato,senza alcuna forma o immagine.

Quanto più tempo tale immagine-sintesi priva di forma,può venir contemplata,tanto più la concentrazione diviene esperienza dello Spirito.

NellaConcentrazione su oggetti creati dall’uomo,il discepolo giunge a vedere e contemplare il proprio pensato,ciò che egli stesso ha creato nella sua mente quale demiurgo umano; l’immagine che appare è frutto della sua fantasia; ma non per questo essa non è comunque espressione di una realtà esistente nel mondo sensibile. Nella meditazione su enti della natura egli contempla unpensato più potente: quello della Natura creatrice.

Durante l’esercizio,è fondamentale non lasciarsi distrarre da alcun altro pensiero: se ciò si verifica,non si deve ricominciare dal punto in cui si è persa la concentrazione,ma bensì risalire la rappresentazione estranea che si è inserita,sino al punto in cui è illegittimamente intervenuta.

La concentrazione non deve aver nulla a che fare con processi speculativi: non è ammesso inserire giudizi personali nell’avvicendarsi delle concatenazioni rappresentative.

Il discepolo deve cominciare all’inizio, muovendo in sé i pensieri dialettici usuali,razionali,non quelli universali. Se il discepolo cominciasse all’inizio a concentrarsi su pensieri universali,non arriverebbe mai ad essi,introducendovi sempre qualcosa del rappresentare sensibile.

 

 

 

CONCENTRAZIONE PROFONDA

(M.Scaligero: Manuale pratico della meditazione)

 

L’immagine di sintesi che si ottiene alla fine della concentrazione deve starci dinanzi obiettivamente; non ha importanza quale forma rivesta,o che non abbia alcuna forma.

Non ci si deve preoccupare di dover vedere qualcosa con una determinata forma,ma bensì di vedere dinanzi a sé un quid che simboleggi la sintesi-pensiero. Tale quid può anche essere un nulla e tuttavia esserci. Esso deve apparire come una sorta di formula matematica,arida e obiettiva.

Tale quid deve venire contemplato con calma,decisione e sottile volontà,escludendo da sé qualsiasi moto di sentimento,emozione e passione.

Il divenire capaci di contemplare l’immagine-sintesi con purità silenziosa rappresenta sperimentare la liberazione dell’Io dall’anima,l’inizio della sua autonomia dal corpo astrale.

L’obiettivo è il divenir capaci di sviluppare attenzione pensante al di fuori dell’organismo dal quale ci si è sinora animicamente identificati. Occorre praticare una netta distinzione fra l’essere in noi che pensa e l’essere che in noi sente. Il secondo deve tacere.

Difatti il sentire,per sua forza,ricongiunge la coscienza con la corporeità,paralizzando le forze dell’anima.

L’esercizio di concentrazione si conclude con una pratica importantissima e fondamentale; dopo aver oggettivato il pensiero-sintesi,occorre porre il sentimento di fermezza e sicurezza generatosi,nella zona fra le sopracciglia,nel centro frontale interno; si deve poi portarlo in linea retta verso la nuca,per poi farlo discendere lungo l’asse della spina dorsale,sino all’ultima vertebra.

E’ il sentimento che deve discendere,quale forza liberatoria dell’Io,non l’oggetto della concentrazione: quest’ultimo è servito soltanto per la generazione di tale sentimento.

 

 

ESERCIZIO DI POTENZA DI DISTRAZIONE

(M.Scaligero: Manuale pratico della meditazione)

 

E’ la facoltà di sottrarsi a un pensiero o ad uno stato d’animo invadente.

Tale facoltà si educa esercitandosi a passare di colpo da un decorso di pensieri da cui si sia particolarmente presi,a un altro per il quale non si abbia alcun interesse,sforzandosi sino al punto di lasciarsene prendere.

(Parola chiave: “lasciamo perdere”)

L’esercizio consiste nell’immergersi in un pensiero,in un ricordo o in un sentimento attraente,sino ad una fase controllabile,per poi di colpo abbandonarlo per dedicarsi ad un pensiero o un sentimento meno attraente,nel quale poi sprofondare donando sé stessi.

L’esercizio di distrazione volitiva libera momentaneamente l’anima da Ahrimane e Lucifero.

Esso rappresenta la catarsi delle forze che si producono mediante la concentrazione.

E’ utile anche immaginarsi una situazione che abbia prodotto un forte stato d’animo, vietandosi il sentimento corrispondente; contrapponendo uno stato di assoluta imperturbabilità.

 

Allo stesso modo è bene anche esercitasi a considerare situazioni e stati d’animo sperimentati da altri,come se fossero nostri,e i propri come se riguardassero altri.